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“Cartoline dai monti di luna”: una serata in ricordo di Rebecca Aretini ad un anno dalla sua scomparsa

SAN CASCIANO – “Cartoline dai monti di luna Un piccolo lembo di terra svela le sorti del mondo”.

E’ il progetto culturale a cura di Stefano De Martin che questa sera alle ore 21, in ricordo della giovane sancascianese Rebecca Aretini, scomparsa un anno fa sul Monte Macina, sulle Alpi Apuane, sarà presentato presso la sala conferenze “Lucia Bagni” della biblioteca comunale di San Casciano.

Il volume raccoglie racconti di marmo, utopie e cammini attuali, con le immagini di Corrada Onorifico.

 

All’iniziativa, infarcita di letture, musica e immagini dalle Apuane, prenderanno parte il sindaco Roberto Ciappi, l’assessora alla cultura Maura Masini, il curatore del progetto Stefano De Martin, l’antropologo Pietro Clemente, la regista, nonché attivista dell’Archivio Germinal di Carrara, Soledad Nicolazzi, Gianluca Briccolani in qualità di presidente di Apuane Libere e la fotoreporter Corrada Onorifico.

Nove autori e autrici, originari o residenti nella terra delle Apuane, una lettera, un reportage, sette racconti da leggere ad alta voce, cinque cammini e altrettanti ritratti, quaranta immagini, condensati in un progetto culturale a cura di Stefano De Martin che racconta e scava nelle memorie di un paesaggio, nella storia passata e contemporanea di una terra abitata e vissuta, piena di bellezza e profondità attraverso la voce dei suoi diversi testimoni: cavatori, artisti, scrittori, imprenditori, ecologisti, storici, drammaturghi, escursionisti.

Tanti i temi trattati nel volume, dal lavoro all’ambiente, dalla salute all’impegno civile, frutto di un percorso culturale che nasce e si sviluppa come originale affresco di una terra dura, fragile e affabulatrice, scritto a più mani e curato da Stefano De Martin, realizzato dalla Società Editrice Apuana di Carrara.

Gli autori e le autrici sono Fabio Baroni (studioso di tradizioni locali), Stefano De Martin (operatore culturale), Sirio Giannini (scrittore), Raffaele Mita (escursionista), Soledad Nicolazzi (attrice, regista, attivista), Corrada Onorifico (fotografa), Andrea Ribolini (guida ambientale escursionistica), Marco Rovelli (insegnante, musicista, scrittore), Elisabetta Salvatori (attrice, drammaturga).

 

 

Il libro

Il volume raccoglie un testo ormai introvabile di Sirio Giannini (La valle bianca”, riscritto da Stefano De Martin) su uomini che si mettono insieme per riattivare una cava abbandonata e sulla potente presenza femminile sui monti di Seravezza degli anni ’50.

Un monologo sulla realizzazione di un’opera in marmo divenuta un must nel cimitero di Viareggio (Elisabetta Salvatori); la storia di un giovane di oggi che prova a contrastare i rimbombi delle attività estrattive con il silenzio attivo di un orto botanico sopra la città di Massa (Andrea Ribolini).

Un excursus millenario, tra lo storico e l’immaginifico, delle Apuane – viste come ombelico del mondo – per provare a pensare ‘alle cave dopo le cave’ (Fabio Baroni); la cronaca della messa in scena, nel centro di Carrara, di uno spettacolo costruito con le testimonianze di cavatori, imprenditori, scultori, artisti, ecologisti… (Soledad Nicolazzi).

Nel libro si ripercorrono cinque ritratti apuani per disegnare l’anatomia locale del coraggio civile (Marco Rovelli).

E, infine, un reportage sullo stato dell’arte e della cultura a Carrara, con le voci dei suoi principali protagonisti, e la testimonianza condivisa con uno storico locale (Beniamino Gemignani) sulla lunga scia di sangue apuano lasciata sui luoghi lavoro (Stefano De Martin).

Desiderio espresso da mamma Elisabetta, babbo Daniele, il fratello Emanuele, la sorella Eva Maria e nonno Liliano e accolto dalla badessa suor Maria Livia Vaccari. Tra i presenti tanti amici e conoscenti, il sindaco di San Casciano Roberto Ciappi, padre Stefano Magazzini amico della famiglia, il quale ha pregato e impartito una benedizione. Suor Maria Livia ha ricordato il forte legame di Rebecca verso il monastero. “Con questo gesto vogliamo lasciare un segno d’amore e amicizia, come già avvenuto alla scuola del Sacro Cuore di Firenze dove Rebecca ha studiato – spiegano i partecipanti –. 

Abbiamo scelto il cipresso, segno d’immortalità, che tende verso il cielo”.